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Stampa anastatica

Aggiornamento: 18 nov


In questo topic si analizza un procedimento specifico e del tutto soggettivo, legato all’esperienza di laboratorio dell’autore. Questo per chiarire che i procedimenti elencati o le nozioni condivise non rappresentano le uniche modalità o conoscenze fondamentali per eseguire la tecnica in maniera corretta.


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Stampa | Matrice

La stampa anastatica è una tecnica less toxic di stampa da matrice cartacea su supporto cartaceo. Il suo principio è lo stesso della litografia basato sulla mutua repulsione di sostanze grasse e acqua.

Essa ha origine prima della litografia, con la differenza che all’epoca non veniva utilizzata per fini artistici ma pratici, poiché permetteva di trasferire il testo di documenti su lastre di metallo o di pietra, generando matrici ad alta riproducibilità e consentendone una consultazione più ampia agli interessati.


UTILIZZO

Generalmente la stampa anastatica fa uso delle immagini stampate con stampanti laser, questo perché l’ingrediente fondamentale della tecnica è l’uso di inchiostri grassi; nel caso del processo di stampa laser viene utilizzato il toner, "un pigmento molto fine composto da particelle di carbone, ossidi di ferro e resina" (1). Tuttavia non è esclusivo l’utilizzo di una stampa fotografica: va bene qualsiasi sostanza grassa per creare un'immagine, purché venga disegnata su un foglio di carta.

Le immagini stampate con questa tecnica spesso possiedono un “rumore” unico che rende le copie generate singolari e interessanti.

La semplicità di esecuzione e i pochi materiali richiesti rendono la stampa anastatica idonea anche per principianti o per chi ha un laboratorio con poco spazio.


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Pigmento toner

MATERIALI FONDAMENTALI

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- Matrice cartacea: immagine stampata con risoluzione 300 dpi in bianco e nero con stampante laser. Lo spessore della carta dev’essere tra gli 80 e i 100 g; se inferiore la matrice si sfalderà molto facilmente per via della sua fragilità, al contrario una grammatura elevata creerà problemi di sfogliatura per via dell'alta stratificazione della carta durante i passaggi di inchiostratura con il rullo.

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- Gomma lacca: "resina naturale di origine animale, ottenuta dalla secrezione dell’insetto dell’ordine degli emitteri Kerria lacca"(2). Per la preparazione liquida si lasciano sciogliere 150/200 g di scaglie in 1 litro di alcool a 99°.




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- Gomma arabica: "gomma naturale estratta da due specie di acacia subsahariana: Acacia senegal e Acacia seyal. Di origine vegetale, è prodotta dalla pianta in seguito a un processo naturale di “gommosi” che si attiva spontaneamente per rimarginare una ferita alla propria integrità superficiale"(3). Per la preparazione liquida si lascia sciogliere la gomma arabica, presente in gemme o in polvere, in proporzione 1:1 con acqua.


PROCEDIMENTO

- Matrice cartacea

- Gomma lacca

- Pennellessa

- Asciugacapelli

- Gomma arabica

- Due spugne morbide

- Due vasche per l'acqua

- Rullo di gomma per inchiostrazione

- Inchiostro calcografico/offset

- Carta da stampa calcografica

- Spruzzino con acqua

- Torchio calcografico


Benché il procedimento sia semplice, la tecnica presenta difficoltà legate alla fragilità della matrice cartacea; è dunque necessaria una certa manualità che si sviluppa facilmente praticando i seguenti passaggi con attenzione:


1.Rafforzare la matrice

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Primo strato di gomma lacca

Si applicano sul retro della matrice cartacea tre strati di gomma lacca con una pennellessa. La gomma lacca, grazie alla sua azione impermeabilizzante, permette alla matrice di sopportare i molti passaggi di acqua sulla superficie.

Il primo strato di gomma lacca va applicato con particolare attenzione, in quanto è quello che deve penetrare all'interno del foglio: procedere dunque con abbondante gomma lacca, dando il tempo al

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Terzo strato di gomma lacca

foglio di assorbirla, e stenderla via via in maniera sempre più omogenea fino a completare tutta la superficie. È importante che per ogni passaggio la gomma lacca venga stesa dall'interno verso l'esterno, altrimenti può finire sulla parte frontale della matrice andando poi a influenzare il risultato di stampa. Far asciugare la gomma lacca prima di coprire con un nuovo strato; se si vuole velocizzare il passaggio si può usare un asciugacapelli. Quando è asciutta, la superficie rimane liscia senza essere appiccicosa.



2.Gommatura


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Gommatura con mano

Una volta rinforzata la matrice sul retro si passa alla gommatura dell'immagine sulla parte frontale. Prima di cominciare è bene stendere sul piano un mix di gomma arabica e acqua, in maniera moderata, per far sì che il foglio aderisca per effetto ventosa al piano di appoggio: questo permetterà alla matrice di rimanere stabile e non essere trascinata via dai passaggi seguenti.

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Osservare i riflessi della gomma arabica

Per la gommatura si utilizza la gomma arabica applicata direttamente sopra l'immagine. Si può stendere con una pennellessa morbida, ma si consiglia di utilizzare direttamente la mano per avere maggior sensibilità ed efficacia nel rimuovere le bolle d'aria tra il piano e la carta.

Per la pulizia si usa una spugna morbida con due vasche per l'acqua: una per l’acqua pulita e una per l’acqua sporca. Importante è strizzare sempre la spugna nella vasca dell'acqua sporca.

Applicato lo strato di gomma, si comincia a lavare la matrice con abbondante acqua fino a rimuovere tutta la gomma arabica in eccesso. Si nota, per mezzo del riflesso, che la gomma arabica viene assorbita solo nelle zone bianche dell'immagine, essendo il toner impermeabile: questo contrasto ci permette di capire l'efficacia della gommatura.

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Si procede con la prima rullata di inchiostro con un rullo di gomma possibilmente dura di larghezza maggiore dell'immagine per evitare eccessivi segni di rullate. Per la stampa si utilizza un inchiostro calcografico o offset; se l’inchiostro è troppo viscoso si rischia di strappare la carta durante la rullata, perciò è possibile diluirlo con dell’olio di lino.

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La prima rullata dev’essere ben carica d'inchiostro. Molto importante è far poggiare sempre il rullo all'interno del foglio e portarlo fuori in uscita, per evitare che la carta venga trascinata via. La prima inchiostratura risulterà molto pesante, in quanto l'immagine verrà quasi del tutto coperta; a seguito di ciò si lava con abbondante acqua in modo che l'inchiostro venga rimosso dalle parti bianche. Una volta tolta tutta l'acqua in eccesso si ripassa, allo stesso modo, il rullo scarico (non ricaricato d'inchiostro): questo definirà l'immagine. Con un passaggio molto leggero di spugna umida si ripuliscono i bianchi. La matrice è ora pronta per la stampa.


3.Stampa e ristampa


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Bagnatura del foglio con spugna inumidita

La carta calcografica è ideale per la stampa, non troppo goffrata per garantire una qualità di trasferimento più definita. Si inumidisce utilizzando uno spruzzino per acqua e una spugna pulita, dopodiché si poggia sulla matrice inchiostrata, con la parte inumidita a contatto con l'immagine.

La stampa avviene attraverso un torchio calcografico; si consiglia di utilizzare molta pressione in considerazione del poco spessore della matrice cartacea. Può essere utile applicare un altro foglio di carta da stampa tra la velina e il feltro.


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Una volta stampata, si procede nuovamente all'inchiostratura dell'immagine, ripetendo sempre gli stessi passaggi: ribagnare il piano di appoggio per la matrice, rimettere la gomma arabica sull'immagine (passaggio non fondamentale ma utile per rinforzare i bianchi), pulire e inchiostrare.

Solitamente, come nelle stampe litografiche, la prima prova viene scarica; dalla seconda in poi i neri e i bianchi si consolidano ed esce un'immagine più definita. Per via della fragilità della matrice non si ottengono più di 5/6 stampe: la carta, dopo molti passaggi di acqua e rullo, comincerà inevitabilmente a sfaldarsi.


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Stampa anastatica da fotografia di Stefano Minutella

FONTI


ARTISTI AFFINI

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